“Non cercare la verità nelle parole degli altri. Cercala nel tuo silenzio.” Osho
Viviamo nell’era dell’informazione, dove tutto è accessibile, condivisibile, citabile. Ma più si parla, meno si ascolta. Più si impara a memoria, meno si comprende. Il rischio? Che nel mare delle voci degli altri, ci si dimentichi della propria.
Osho, che di verità non ne ha mai confezionate ma solo disintegrate, ci ha lasciato un messaggio scomodo ma liberatorio: “Sii luce a te stesso. Non seguire nessuno, non diventare una copia.”
Eppure oggi, chi opera nel campo spirituale o filosofico spesso si appoggia a nomi altisonanti come se servisse una firma illustre per legittimare un pensiero.
Ma è davvero un pensiero, se non nasce da te?
L’autore non è una stampella, è una soglia
Leggere è fondamentale. Ma leggere deve portare a rompere la superficie, non a rimanere in apnea nella sapienza altrui. Ogni autore che incontriamo, che sia un mistico, uno psicologo, un profeta. dovrebbe portarci un passo più vicino a noi stessi, non più lontani.
Le parole di Osho, come quelle di Jung, Hillman, Krishnamurti, sono fiammiferi, non caminetti dove scaldarsi per sempre. Accendono qualcosa, ma poi devi essere tu a camminare nel buio con quella fiamma.
La tua voce è già filosofia
Nel mio lavoro, che è fatto di carte, intuizioni, sguardi nel profondo, ho imparato che il sapere vero non si accumula, si riconosce. E si riconosce quando guardi la tua ferita come un’iniziazione. Quando ciò che hai vissuto smette di essere passato e diventa strumento. È lì che nasce il tuo pensiero. Non quello copiato, ma quello creato. Non quello che consola, ma quello che trasforma.
Una riflessione per chi legge
Non cercare l’autore giusto.
Cerca te.
Perché in te c’è già il filosofo, il poeta, il mistico. In te c’è già quella verità che nessun libro può contenere, ma che ogni anima anela a pronunciare.
“La vera maestria non è ripetere ciò che è stato detto, ma osare dire ciò che si è scoperto da soli.”







